Buongiorno ragazzi e famiglie del San Giuseppe.

Oggi dalla redazione della seconda media vi raccontiamo della nostra esperienza mossa all’interno dell’importante progetto dal titolo Young Smart Cities, al quale, pensate un po’, partecipiamo come unica scuola italiana, insieme ad altre europee!

L’iniziativa è finanziata dall’UE nell’ambito del programma Erasmus+ Key Action 2 Cooperation partnerships in school education; è guidata dall’Università di Siegen e consiste nella creazione di una piattaforma dedicata alle Smart Cities e rivolta ai ragazzi dai 12 ai 16 anni: attraverso contenuti e casi di studio su varie tematiche legate alla città del futuro, si scopre come potrebbero migliorare le nostre città, partendo dalle esigenze di noi ragazzi che viviamo e cresceremo in questi ambienti.

Per svolgere la nostra “missione”, dopo aver scelto di approfondire il tema della sicurezza e aver studiato le “pillole di conoscenza” preparate dai nostri compagni di terza, ci siamo divisi in quattro gruppi e abbiamo intervistato delle persone nella scuola: un gruppo ha intervistato le maestre con figli, un altro gruppo si è rivolto -come avrete notato- agli alunni di quarta e quinta elementare e un altro ancora a quelli di prima e terza media; l’ultimo gruppo, infine, ha intervistato i docenti.

Queste interviste sono state costruite tramite delle domande a risposta multipla inerenti alla sicurezza percepita nell’uscire in città la sera e alle eventuali opzioni/soluzioni per migliorare questa percezione, soprattutto laddove è di pericolo.

Analizzando le risposte dei gruppi intervistati, abbiamo capito che molte persone non si sentono a proprio agio ad uscire la sera da sole; abbiamo, quindi, trovato alcuni elementi che potrebbero aiutare ad aumentare il senso di sicurezza percepito.

Innanzitutto, la chiave per noi è avere delle strade più affollate. Fra le ipotesi pensate per raggiungere tale scopo, le più popolari sono la programmazione di festival tematici, feste di quartiere e notti bianche dove possano esibirsi musicisti, cabarettisti o atleti; in queste occasioni, si potrebbero anche invitare degli stand di street food e organizzare delle postazioni di giochi da tavolo o di ruolo. Un’altra opzione, ma di più difficile realizzazione, sarebbe quella di favorire l’apertura di bar e ristoranti con dehor in modo più capillare, e non solamente nelle vie centrali.

Le strade, poi, dovrebbero essere costantemente sorvegliate da ronde di vigili o da dispositivi di controllo, come le telecamere.

Inoltre, servirebbe migliorare l’illuminazione di strade e parchi, soprattutto nei pressi delle stazioni ferroviarie.

Per finire, si potrebbero organizzare nelle scuole dei corsi di autodifesa con degli istruttori professionisti, per imparare un semplice ma efficace sistema basato sui riflessi e la rapidità di azione che possa aiutarci a difenderci dalle eventuali minacce.

Concludendo, lavorare su questo progetto è stato per noi molto interessante e ci ha permesso di approfondire tematiche relative alla sicurezza, un tema che ci riguarda giorno dopo giorno sempre di più e che ha a che fare con la possibilità di renderci cittadini più autonomi e che vivono liberamente la città.

Vi ringraziamo per l’attenzione che ci avete dedicato leggendoci e per la partecipazione attiva di alcuni di voi come intervistati.

Al prossimo articolo!

Gli alunni di seconda media.