La nostra proposta per il Parco delle Cascine a Firenze, in una lettera aperta al direttore de La Nazione

Gentile Direttore,

siamo la classe seconda della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto San Giuseppe di Firenze. Le scriviamo sulle pagine del Suo giornale per sottoporle una nostra proposta di riqualificazione dell’area del Parco delle Cascine di Firenze.

Questo lavoro si inserisce nell’ambito di un progetto europeo a cui la nostra scuola partecipa alla fase pilota come unica scuola italiana: Young Smart Cities, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+ Key Action 2 – Cooperation Partnerships in School Education. È un’iniziativa dell’Università di Siegen che offre agli adolescenti una piattaforma per esplorare le città del futuro e progettare soluzioni per ambienti urbani più a misura dei loro bisogni, anche grazie agli strumenti propri delle smart city: dati aperti, sensori, app e piattaforme digitali che rendono gli spazi pubblici più accessibili, sicuri ed efficienti.

Come classe, fra le tante tematiche proposte dal progetto, abbiamo scelto di approfondire quella legata alla valorizzazione degli edifici storici dismessi o sottoutilizzati. Ci siamo chiesti se nella nostra città ci fossero edifici e aree non sfruttati a pieno e, una volta avuta la risposta affermativa, abbiamo scelto la zona che ci sta più a cuore: il Parco delle Cascine.

Il punto di partenza: cosa c’è già alle Cascine

Studiando il parco abbiamo scoperto che le Cascine non sono solo prati e alberi (oltre 19.000, di 60 specie diverse), ma anche un patrimonio di edifici storici, alcuni pienamente vivi, altri che potrebbero offrire molto più di quanto offrono oggi: le Scuderie Granducali, la Palazzina dell’Indiano, il Velodromo Enzo Sacchi, l’Ippodromo del Visarno e lo Sferisterio, l’Anfiteatro delle Cornacchie,l’area del giardino della Catena.

Ci siamo divisi in team di lavoro per ipotizzare delle soluzioni e, successivamente, ogni membro ha portato la propria proposta in un nuovo gruppo. Confrontando le idee, siamo arrivati alla soluzione più condivisa dalla classe.

La nostra proposta

Per noi, la riqualificazione di questi spazi dovrebbe passare dall’assegnazione a turno degli edifici e delle aree aperte ancora poco utilizzate ad associazioni sportive, scuole e realtà ricreative già attive in città, dentro un programma pensato apposta per i giovani.

Quasi ognuno di noi pratica già uno sport, ma vorrebbe provarne altri o semplicemente giocare in squadra senza dover sostenere tutti gli impegni richiesti dalle società sportive tradizionali. Non sarebbe bello, per esempio, poter andare il sabato mattina a giocare a pallavolo o a calcio con degli istruttori, magari proprio negli spazi del Velodromo o dello Sferisterio, in orari in cui oggi sono poco frequentati?

Se altri spazi della stessa area — pensiamo a sale interne delle Scuderie o della Palazzina dell’Indiano, ma anche a chioschi e padiglioni come quello in costruzione al giardino della Catena — fossero gestiti a turno dalle scuole della città per darci supporto nello studio o per mini-corsi di approfondimento, uniremmo alla parte sportiva anche quella culturale.

E come non finire con un buon panino? Se i ristoranti e i bar già presenti in città potessero avere dei propri stand negli spazi ristoro del parco (come quelli già attivi alla Palazzina dell’Indiano e al PARC), e i ragazzi delle scuole di musica potessero esibirsi all’aperto, magari proprio nell’Anfiteatro delle Cornacchie, mentre noi mangiamo, l’esperienza sarebbe completa.

Tutte queste attività richiamerebbero più persone, rendendo il parco anche più vissuto e più sicuro.

Il lato “smart”: come la tecnologia può aiutare

Dato che il progetto Young Smart Cities ci ha spinto a pensare anche in chiave digitale, abbiamo immaginato qualche soluzione “smart” per rendere la nostra proposta più semplice da realizzare e più efficiente da gestire:

  • Un’app o una piattaforma online del parco, collegata al sito del Comune, dove scuole e associazioni possano prenotare gli spazi e i ragazzi possano vedere in tempo reale quali attività sono disponibili quel sabato, un po’ come si fa già per il bike sharing o per il car sharing in città.
  • Sensori di affluenza nei punti più frequentati, per capire quali aree sono più o meno utilizzate e organizzare meglio i turni tra associazioni, scuole e attività ricreative, evitando sovraffollamento in certi punti e abbandono in altri.
  • Un sistema di illuminazione intelligente, che si attivi solo quando ci sono attività in corso nelle aree più periferiche del parco (come già accade in alcuni viali con l’illuminazione adattiva), per aumentare la sicurezza senza sprecare energia.
  • Una rete Wi-Fi pubblica negli edifici riqualificati, utile sia per lo studio che per la condivisione di contenuti dalle attività sportive e culturali.
  • QR code informativi vicino a ogni edificio storico (come già esiste per la Palazzina Reale o per il Monumento all’Indiano), per raccontare a chi frequenta il parco la storia di questi luoghi e cosa ci si può fare oggi.

Pensiamo che unire la valorizzazione degli spazi fisici a strumenti digitali semplici sia il modo più concreto per rendere il Parco delle Cascine non solo più bello, ma davvero a misura delle esigenze di noi giovani.

In conclusione

La nostra proposta è che questi spazi — edifici storici e aree aperte del parco — possano essere gestiti a turno da scuole, associazioni sportive e realtà ricreative della città, supportati da strumenti digitali semplici per la prenotazione e la gestione, in modo da dare ai ragazzi l’opportunità di trovarsi insieme e di vivere momenti utili alla propria formazione, ma anche genuinamente ricreativi.

Direttore, La ringraziamo per lo spazio che vorrà dedicare a questa nostra proposta sulle pagine del Suo giornale.

La classe seconda dell’Istituto San Giuseppe di Firenze

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